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Tecnico Normativo

Direttiva macchine

La "Direttiva macchine" 2006/42/CE si riferisce alle macchine e ai loro componenti di sicurezza messi isolatamente sul mercato. Sostituisce le direttive 89/392/CE e 93/44/CE, relative al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine, come modificate dalle direttive 91/368/CE e 93/68/CE. Alcune macchine restano però escluse dal campo d'applicazione tale direttiva.

La "direttiva macchine" definisce gli obiettivi o "requisiti essenziali" in materia di sicurezza e di salute ai quali devono risponderele macchine e i componenti di sicurezza., in occasione della loro fabbricazione e prima della loro immissione sul mercato.

Le Norme europee armonizzate vengono elaborate su base dei requisiti essenziali dagli organismi europei di normalizzazione. Queste norme, non obbligatorie, sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e trasposte sotto forma di norme nazionali dal contenuto identico.

Per qualsiasi macchina o componente di sicurezza fabbricato conformemente alle norme armonizzate si ha la "presunzione di conformità" ai requisiti essenziali.

La conformità delle macchine e componenti di sicurezza ai requisiti essenziali è stabilita nel corso di procedure di valutazione i cui moduli vengono descritti nelle sopracitate direttive.

Le macchine devono essere in possesso, prima della loro immissione sul mercato, della dichiarazione "CE" di conformità e della marcatura "CE" di conformità.

Il D.Lgs n. 17 del 27 gennaio 2010 “Attuazione della direttiva 2006/42/CE, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori” è stato pubblicato sulla G.U. n. 41 del 19 febbraio 2010 – Supplemento ordinario n. 36, con entrata in vigore il 6 marzo 2010.

Il D.Lgs 17/2010 abroga il D.P.R. 24 luglio 1996, n. 459 . Il recepimento è strutturato in 19 articoli e 11 allegati. Il campo d’applicazione è definito all’art. 1 punto 1 attraverso un elenco che comprende: le macchine, le attrezzature intercambiabili, i componenti di sicurezza, gli accessori di sollevamento, le catene, le funi e le cinghie, i dispositivi amovibili di trasmissione meccanica e le quasi-macchine, mentre al punto 2 si trovano i prodotti esclusi.

Le quasi-macchine sono definite come insiemi che costituiscono quasi una macchina, ma che, da soli, non sono in grado di garantire un'applicazione ben determinata; sono unicamente destinate ad essere incorporate o assemblate ad altre macchine o ad altre quasi-macchine o apparecchi per costituire una macchina disciplinata dal decreto. Inoltre sono soggette alla sorveglianza del mercato e prima della loro immissione sul mercato devono essere sottoposte a procedure di valutazione della conformità da parte del fabbricante o del suo mandatario.

La principale novità introdotta dal D.Lgs 17/2010 rispetto al D.P.R. 459/96 riguarda soprattutto una distinzione più netta fra i prodotti ai quali si applica il D.Lgs 17/2010 e quelli destinati ad essere coperti dalla direttiva 2006/95/CE in materia di bassa tensione: il fatto che un prodotto rientri in uno o nell’altro campo di applicazione non si basa più su "l'origine principale dei rischi" individuata in occasione della valutazione del rischio; infatti sono ora elencate alcune categorie di macchine elettriche soggette esclusivamente alla Direttiva bassa tensione. Per tutte le altre macchine i requisiti di sicurezza della Direttiva bassa tensione saranno applicabili per quanto riguarda i rischi elettrici, mentre tutti gli altri requisiti essenziali e gli adempimenti, come ad esempio la valutazione di conformità e l'immissione sul mercato, saranno regolamentati esclusivamente dal D.Lgs 17/2010.